Psicologia REBA

Psicologia Ambientale

REBA® il test psicoenergetico standard che misura la vitalità

psicologia ambientale

Il test REBA® consiste in un device che misura l'energia vitale di una persona, usato nell'Energetica Psicosomatica.

Vi starete interrogando sull'effettiva efficacia di questo strumento e su quali basi teoriche e scientifiche si fondi il suo funzionamento.

Ci torneremo alla fine dell'articolo, ma prima parliamo di cos'è e come funziona il test REBA®.

Il metodo contestualizzato nella psicoenergetica

L'inventore del test, il dottor Reimar Banis, è considerato uno dei medici energetici più importanti a livello mondiale. Nella sua psicoenergetica (disciplina non riconosciuta dalla comunità scientifica) cerca di far convivere antiche conoscenze e profonda sapienza spirituale con la medicina e la psicologia moderne. Un cocktail esplosivo che comprende anche filosofia, mistica cristiana, yoga, insegnamenti dei saggi asiatici e sciamanismo.

Banis per la sua Energetica Psicosomatica ha sviluppato un nuovo metodo diagnostico e terapeutico. Prima dell'invenzione del REBA® gli strumenti per testare l'energia vitale erano:

  • 1.La bacchetta da rabdomante o il pendolo.
  • 2.La “radionica”.
  • 3.Futuristiche macchine fotografiche per l’aura.
  • 4.Gli apparecchi Kirlian.

Tutto questo settore viene chiamato “radiestesia”, poiché con l’aiuto di determinati amplificatori raggi invisibili diventerebbero visibili, ma dai controlli emerge che la maggior parte di coloro che lavorano con questo metodo ottiene risultati solo nell'ambito della casualità.

Il test energetico

Nel test svolto secondo le regole dell’energetica psicosomatica si utilizza l’apparecchio Reba® che stimola il soggetto con un campo magnetico (“vibrazione simpatica”) fin quando non appare una reazione di stress. Più la carica di energia vitale è ridotta, più il paziente manifesta una reazione di stress non appena riceve una sollecitazione eccessiva durante la misurazione.

I valori dell’apparecchio Reba® in percentuale consentono quindi di distinguere nettamente i soggetti sani a livello energetico, i cui valori sono compresi fra il 90 e il 100%, da quelli energeticamente disturbati, che presentano valori inferiori intorno al 20-40%.

Come funziona il test Reba®?

"L’esame con l’apparecchio Reba® è un test di stress dell’aura umana in cui l’energia vitale viene misurata indirettamente; una procedura standardizzata che lavora con frequenze ben precise e definite. La miscela di frequenze emessa dall'apparecchio entra in risonanza con le quattro bande a noi note delle onde cerebrali (EEG) del paziente, ovvero le seguenti frequenze:

  • delta (sonno profondo);
  • teta (sogno);
  • alfa (veglia);
  • beta (stress).

Queste quattro bande dell’EEG corrispondono esattamente ai quattro piani aurici della tradizione yoga:

  • campo vitale (delta);
  • campo emozionale (teta);
  • campo mentale (alfa);
  • campo causale (beta).

A livello empirico è emerso che un paziente può essere considerato tanto più sano e “carico” relativamente al piano dell’aura esaminato, quanto più è in grado di tollerare una determinata combinazione di frequenze prima di manifestare segni di stress energetico mediante una reazione chinesiologica al test. Per esempio, se il paziente regge tutto lo spettro di frequenze delta (valore di test tramite l’apparecchio Reba® = 100% di energia vitale) prima che subentri una reazione energetica al test, possiede una forte energia vitale."

Questa è la spiegazione fornita da Reimar Banis sul funzionamento del dispositivo.

Quanto c'è di scientifico in tutto ciò?

Poco o nulla in realtà. Lo stesso autore è costretto ad ammettere che lo strumento funziona solo se paziente e operatore non sono scettici.

Di vero c'è che la nostra attività cognitiva è supportata da segnali elettrici che producono un campo magnetico. Campo magnetico che può essere

  • misurato con tecniche standardizzate come la MEG (una specie di EEG che misura appunto il campo magnetico)
  • perturbato con la Stimolazione Magnetica Transcranica.

Se quindi da un lato è evidente che l'autore del test parte da solide basi scientifiche, resta poco chiaro come abbia fatto a saltare alla conclusione che

  • le "quattro bande dell’EEG corrispondono esattamente ai quattro piani aurici della tradizione yoga" 
  • "un paziente può essere considerato tanto più sano e “carico” relativamente al piano dell’aura esaminato, quanto più è in grado di tollerare una determinata combinazione di frequenze prima di manifestare segni di stress energetico".

La tendenza a confondere il piano della psicologia con quello della filosofia o della parapsicologia è una deriva a volte sconfortante, specialmente in casi come questo in cui la conoscenza della prima permette di strutturare basi solide per le seconde.

Inoltre va sottolineato come questa tecnica non tenga assolutamente conto del contesto in cui il soggetto è normalmente immerso, mentre la psicologia prevede un'intera branca dedicata proprio all'ambiente di vita del paziente.

La psicologia ambientale: perché è fondamentale considerare il contesto

psicologia ambientale

Basta fare una ricerca su google per comprendere l'errore di chi non tiene conto dell'ambiente di vita del soggetto.

Sul sito della Dottoressa Floriana De Michele, ad esempio, si legge chiaramente:

"L’ambiente e l’architettura hanno influenze fondamentali nel formare la nostra identità, i nostri pensieri e le nostre emozioni. L’uomo è l’essere umano che può modificare l’ambiente per adattarlo ai propri scopi attraverso cambiamenti del territorio e scelte architettoniche. La Psicologia ambientale è la branca della Psicologia che si propone di studiare il rapporto dell’individuo con l’ambiente socio-fisico".

Ancora il dottor Davide Algeri tratta estesamente l'argomento in un articolo molto curato dal punto di vista scientifico, che riporta le due teorie alla base della psicologia ambientale:

  • la teoria evoluzionistica
  • l'"Attention Restoration Theory".

Vi invito ad approfondire questo costrutto teorico direttamente sulle fonti che ho citato, perché le trovo esaustive ed esaurienti.

In conclusione

Pare evidente che il metodo proposto dal dottor Reimar Banis, nonostante affondi le sue radici nelle conoscenze dell'autore sul funzionamento globale dell'individuo, non ha nulla di scientifico e non sostituisce la pratica di un bravo psicologo e l'utilizzo di test standardizzati.

Il fatto poi che non tenga minimamente conto dell'ambiente in cui il soggetto vive è ancora più grave. Basti pensare, oltre a quanto detto sulla psicologia ambientale. che le informazioni sul contesto di vita sono fra le prime raccolte dal clinico nell'anamnesi.

Siti di Interesse

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Lo studio di psicoterapia psicodinamica Studio Psicologia Abruzzo della Dottoressa Floriana De Michele si occupa di benessere e salute mentale rispettando i reali bisogni della persona, secondo i principi della medicina e della psicologia moderna, ristabilendo l'equilibrio della mente con terapie basate su basi naturali.