| Terapia Cognitiva |
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La Psicoterapia Cognitiva si basa sull'integrazione di emozioni e cognizioni, finalizzata al mantenimento di un equilibrio e ottenuta grazie alla relazione fra terapeuta e paziente. Partendo dal presupposto che modo in cui le persone interpretano le loro esperienze determina il modo in cui si sentono e si comportano, l'obiettivo della terapia diventa dunque quello di modificare le cause soggettive del comportamento, che dipendono dalla strutturazione interna: percezioni, cognizioni, emozioni e soprattutto l'immagine di sé. In particolare si perseguono due obiettivi:
Il termine "cognitivo" fa riferimento in modo particolare al rilievo dato alle modalità di pensiero, di conoscenza di sé e di sé con gli altri. Attualmente la Psicoterapia Cognitiva copre il campo del trattamento di tutti i disturbi mentali: disturbi dell'area nevrotica- disturbi d'ansia, fobie, ossessioni, compulsioni- depressione, disturbi del comportamento alimentare, disturbi di personalità o d'abuso di sostanze, schizofrenia, come pure quelli nell'età evolutiva o nell'anziano. Utilizza, all'interno della cornice relazionale supportata dalla progressiva condivisione di senso, molte tecniche di derivazione comportamentale, cognitiva e relazionale, in incontri individuali, di famiglia o gruppo, nonchè in situazioni d'intervento istituzionale. Le tecniche si basano sul cambiamento degli schemi cognitivi disfunzionali e sull'integrazione di pensieri, emozioni e azioni, attraverso il colloquio, il dialogo socratico e l'autosservazione (metodo ABC, compiti a casa). Il ciclo di sedute varia in media da 30 a 50. È prevista una seduta settimanale della durata di 50 minuti circa. In riferimento al DSM IV, le indicazioni cliniche alla Psicoterapia Cognitiva sono rivolte a tutti i disturbi, in particolare a: disturbi d'ansia generalizzati, disturbi d'attacco di panico, disturbi ipocondriaci, disturbi del comportamento alimentare, disturbi depressivi, disturbi psicosomatici.
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